Cari Docenti,
approfitto di questo spazio per esprimere alcune convinzioni, insieme ad un "compito" (anche agli insegnanti è opportuno darne, prima dell'estate...) e ad un ringraziamento.
Sono fermamente convinto che il progetto di far funzionare i due Collegi come poli di una medesima realtà educativa – pur essendoci ancora moltissimi aspetti da definire e chiarire – sia buono e promettente, anche se richiederà un maggiore coinvolgimento ed una più precisa e chiara volontà di manifestare il nostro essere scuola, e tanto più scuola quanto più vogliamo avere un’ispirazione che diciamo “cattolica”.
In questi tre anni abbiamo cercato di raccogliere tutte le nostre energie per fare il salto di qualità che ci meritavamo: chi voleva è stato al gioco, qualcuno non si è sbilanciato più di tanto, altri hanno preferito mantenere un profilo basso oppure attendere l’evolversi delle cose, un po’ scettici (magari avevano ragione, chissà…).
Con chi ha “giocato” – anche rischiando – abbiamo lavorato per ottenere una serie di guadagni che ora vanno custoditi e rilanciati, perché impegno didattico-educativo significa anche non stare seduti a contemplare quello che si è fatto, ma osare intelligentemente qualcosa di più.
Abbiamo chiarito che la collegialità dei docenti non è qualcosa di facoltativo, ma una modalità per elaborare strategie e percorsi: ognuno deve metterci la sua faccia e la sua competenza, perché non sono accettabili in una scuola incompetenze, mancanze di passione, forme di personalismo che cerca interessi troppo piccoli, non adeguati all’insieme.
Abbiamo aperto la strada ad una effettiva internazionalizzazione della nostra scuola, che non vuol dire fare delle iniziative linguistiche ma condurre gli alunni ad un modo completamente diverso di porsi nei confronti della realtà.
Abbiamo avuto il coraggio di recuperare la radice più vera e reinterpretare l’anima della nostra scuola artistica e della nostra scuola economica, attivando il percorso quinquennale del Liceo e dell’Istituto Tecnico Economico. Non sono scuole che valgono in sé, ma per come le si conduce secondo scelte di alto profilo culturale.
Abbiamo finalmente – almeno in parte – trovato o ritrovato un legame con il territorio, che ha bisogno della nostra scuola, in termini didattici, educativi, formativi, anche pastorali, e che ci impone di restare in ascolto per non perdere il feedback.
E' importante raccogliere il lavoro compiuto e in qualche modo rilanciarlo per il futuro: io certamente farò una serie di consegne al nuovo Rettore, ma senz’altro anche voi potete e dovete consegnare quanto avete fatto, perché siete voi la garanzia della continuità di un progetto che passa attraverso ciascuno e ciascuna - esigendo cura e attenzione - ma fortunatamente non si esaurisce nelle nostre singolarità.
Grazie per quanto abbiamo fatto insieme: vi auguro di costruire, insieme al Collegio Ballerini, una scuola di qualità, vincente e "inclusiva", che consenta a ragazzi e ragazze di presentarsi nella società non solo con tanti "saperi", ma anzitutto con un buon "sapore" di umanità autentica e adulta!
Don Enrico