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Ciao Ivan

Ciao Ivan,

da qualche giorno i pensieri corrono spesso a te, ci accompagnano come un sottofondo pieno di affetto e di tristezza, lasciano emergere domande profonde e momenti di luce, ci fanno incontrare persone che ti hanno amato e vedono emergere ricordi struggenti e dolcissimi.

I pensieri si accavallano ma uno prende il sopravvento: tu ci hai insegnato tanto ed ora dobbiamo riconoscere tutto ciò, per custodire nel cuore ciò che ci hai lasciato.

All’apparenza eri piccolo, la malattia ti impediva tanti movimenti e non eri certo un gigante in altezza, ma in realtà oggi ci accorgiamo (veramente un sospetto lo avevamo già prima) che eri grandissimo ed hai insegnato molto.

Ci hai insegnato a metterci in gioco. Sempre. Lo facevi nello studio, nelle gite scolastiche, nella voglia di partecipare. Tra tanti giovani che rinunciano o hanno paura di non farcela tu spiccavi per tenacia, volevi dare un calcio alla parola “impossibile”.

Hai insegnato che non è una condizione di difficoltà che può spegnere la vita di un giovane. Tu non facevi pesare la tua malattia e dimostravi di essere vivo, più di tanti che non hanno la tua positività e la tua forza. Tu l’hai trovata pur in mezzo a grandi difficoltà ed allora perché non anche noi? Ci proveremo, anche se a volte siamo maestri nell’ingigantire piccoli problemi aspettando che qualcuno ci pianga addosso.

Hai insegnato a non scappare dalle difficoltà e nemmeno da sé stessi, ma raccogliere le forze per non lasciarsi schiacciare, per trovare positività in tutto perché tutto è una occasione di vita.

Ti diciamo grazie, caro Ivan, perché ci hai lasciato tanto e non vogliamo perdere questa eredità e questa amicizia.

Hai appena compiuto 18 anni, l’età della maturità. Le feste sono state meravigliose ed inaspettate, le hai gustate con una gioia che meritavi. Ora voglio alzare lo sguardo e scoprire tra le nubi di questi giorni sofferti, che il Signore ti sta facendo gustare la Festa del Cielo, perché vede che hai la maturità giusta per viverla. Non è facile accettare questo ma voglio dirti, caro Ivan, che ora tu ti accorgi con i tuoi occhi che Un Mattino di 2000 anni fa Qualcuno, che aveva provato la medesima angoscia della morte, è tornato a vivere e da allora tiene per mano tutti coloro che Gli vengono incontro.

La Pasqua, che forse non avevi capito quaggiù, ora si mostra con il Sorriso che ti sta coccolando, quello del Signore Gesù che ti ha sempre amato perdutamente e ti sta facendo una gran Festa.

Infine, caro Ivan, ora che vedi la Madonna e sorridi con lei occhi negli occhi, per favore parlale di noi, dei tuoi genitori, delle tue sorelle e del bisogno di avere qualche squarcio di luce per andare avanti fino a quando ti ritroveremo e faremo una bella corsa insieme nei prati del cielo.

Ciao Ivan, ti salutiamo tutti.



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